Podcast e advertising: il momento è ora

Il mercato pubblicitario derivante dai podcast è cresciuto, confermando i podcast come un efficace strumento ADV. Soprattutto per i brand che possono trovare nell'audio advertising nuovi vantaggi e opportunità, all'interno di uno scenario caratterizzato da un ridotto affollamento pubblicitario rispetto alle tradizionali forme di pianificazione web.

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Abbiamo già visto come anche nell’ultimo anno l’evoluzione dei contenuti audio non si arresta e il podcast si conferma come un canale in forte crescita. Le abitudini dei consumatori sono sempre più Audio-First tanto che per i brand il podcast è diventato un media riconosciuto a tutti gli effetti, incluso nelle strategie di promozione e marketing al pari di TV, Radio e di tutto l'universo digitale.

Non stupisce quindi come negli ultimi anni il mercato pubblicitario derivante dai podcast è cresciuto, confermando i podcast come un efficace veicolo pubblicitario.

Abbiamo già visto come La Digital Audio Survey 2021 di IPSOS, che confronta i nuovi dati del 2020 con quelli del 2019 riporta come il 71% degli utenti ascoltatori ricorda di aver ascoltato messaggi pubblicitari abbinati a podcast. Un dato che consolida l'evidenza di un elevato ricordo delle pubblicità associate ai podcast, soprattutto nella forma di adv prima/durante/dopo i podcast.

La capacità di attivazione dell'adv resta stabile con il 47% degli utenti che dichiara di ricordare messaggi pubblicitari abbinati ai podcast e di aver compiuto un'azione tra cui il cercare maggiori informazioni sui brand/prodotti/servizi pubblicizzati (26%) fino all'acquisto degli stessi (11%).

Per i brand questo tipo di advertising rappresenta una grande opportunità: rispetto alle tradizionali forme di pianificazione web, l’audio digitale è caratterizzato da un minore affollamento pubblicitario e permette una pianificazione in contesti sicuri e ancora in parte da esplorare.

Stesso discorso per i creator emergenti che desiderano monetizzare sulla propria attività e ai quali Spreaker ha aperto le porte con il programma Spreaker Prime, già attivato con successo da due anni negli Stati Uniti. Si tratta di una modalità che offre ai podcaster la possibilità di guadagnare con i propri contenuti. Il tutto senza diminuire l’autonomia in fase creativa e di distribuzione. Il programma permette di inserire annunci all’interno del proprio podcast senza dover scegliere come creare e distribuire il proprio contenuto.

Continuando a guardare in casa Spreaker per estrapolare qualche dato interessante, Voxnest, tra le principali realtà a livello mondiale per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per il mercato digital audio, ha rilasciato alcuni dati significativi che restituiscono un focus sull’Italia, rispetto al comportamento degli inserzionisti che scelgono di investire nel digital audio advertising.

Se diamo un’occhiata alle categorie di podcast sulle quali gli inserzionisti hanno investito di più troviamo in ordine:

1) Society & Culture, la ‘super-categoria’ che nel giro di poco più di un anno ha generato una crescita importante, parliamo del 320% (tra gennaio 2020 e marzo 2021): trattandosi di una categoria molto vasta, al cui interno figurano numerosi podcast di cultura generale, non sorprende che sia più facile per un inserzionista orientarsi al suo interno.

2) Technology, categoria che all’inizio del 2020 giocava la parte del leone ma in seguito ha segnato una piccola battuta d’arresto – in concomitanza con l’esplosione della pandemia, durante la quale inevitabilmente si sono momentaneamente preferite altre categorie di ascolto.

3) Comedy, con una crescita dei ricavi del 447% nell’arco di poco più di un anno

4) Arts & Book

5) History e Business, due categorie, a pari merito

Puntare sull’audio advertising è diventata quindi un’opportunità sulla quale investire.


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