La testimonianza di Francesca Mancini, Twitter Account Manager di Connect Ads

Il nostro progetto “DIGITALE: femminile, singolare”, il ciclo di interviste che dà voce alle professioniste del digital marketing, si arricchisce dell’esperienza di Francesca, Twitter Account di Connect Ads.

Francesca Mancini

Francesca si definisce eclettica e appassionata. Ricoprendo il ruolo di Twitter Account, si interfaccia con i team delle agenzie e i clienti che effettuano adv sulla piattaforma, monitora le prestazioni e supporta quotidianamente gli account del team sales, focalizzandosi anche sullo sviluppo vertical crypto ed NFT. Con una laurea in economia aziendale alle spalle, un master in marketing e comunicazione, stage ed esperienze di lavoro all'estero Francesca è entrata a far parte del team di Connect Ads, multinazionale specializzata nella monetizzazione pubblicitaria di grandi piattaforme digitali.


Leggi l’intervista completa rivolta a Valentina, protagonista del ciclo di appuntamenti “Digitale: femminile, singolare” promosso da O-One




Se dovessi presentarti in 3 parole chiave, quali useresti? 

Curiosa, eclettica, appassionata


Ad oggi sei arrivata in Connect Ads come Twitter Account Manager, di cosa ti occupi nello specifico?

Il mio ruolo consiste nell’ interfacciarmi con i team delle agenzie e i clienti che effettuano adv su Twitter. Supporto quotidianamente il portafoglio account del team sales occupandomi di gestione dell'impostazione delle campagne, monitoraggio delle prestazioni e consulenza sui passaggi di ottimizzazione necessari. Sono inoltre molto focalizzata sullo sviluppo del vertical crypto ed NFT tramite training e partecipazione ad eventi dedicati.


Come sei arrivata a ricoprire la tua posizione?  

Mi sono laureata in economia aziendale in Bocconi, a seguire ho deciso di proseguire con un master in marketing e comunicazione preferendolo a una specialistica, in quanto più a stretto contatto con le aziende e casi pratici.

Appena laureata ho avuto la fortuna di poter trasferirmi ad Amsterdam per svolgere un primo stage in una start up focalizzata sul mondo dei festival e della musica elettronica come PR & digital manager. Ho quindi potuto interfacciarmi con una realtà internazionale e anche molto complessa in quanto in fase embrionale di business. Sono poi tornata in Italia per lavorare come executive account in Saatchi&Saatchi a supporto della gestione di diverse campagne per P&G. 

Ho deciso poi di esplorare il mondo delle vendite lavorando per tre anni come business developer per AB-inbev e successivamente nel ruolo di Sales Manager Middle East & Asia per Vivaticket. Penso sia stato un passaggio fondamentale e molto formativo nella mia carriera, in quanto ho potuto imparare da ambienti e clienti molto eterogenei e complessi.

Sono successivamente tornata nel mondo delle agenzie come Account Manager in Leo Burnett, occupandomi di campagne ATL e BTL di diversi brand Ferrero.


Dopo molti anni di esperienza, il tuo lavoro riesce ancora a sorprenderti? E qual è il progetto più sfidante a cui hai collaborato?

Il mio lavoro riesce sempre a sorprendermi. Soprattutto poiché provo sempre a fare in modo che ciò possa accadere cercando di essere sempre propositiva e di andare oltre ai “confini” del mio ruolo. In questo ultimo anno ho avuto modo di sviluppare le opportunità di business con il vertical crypto ed NFT partecipando a diversi eventi e prendendo contatto con una nuova e potenziale base clienti interessanti per la piattaforma ed educando clienti esistenti rispetto a possibili opportunità di attivazione. Questo è stato possibile grazie a dei manager disposti a darmi fiducia e consapevoli delle potenzialità del vertical.


Secondo te, qual è la più grande difficoltà che affrontano le donne che oggi vogliono intraprendere una professione nel digital marketing? E la più grande opportunità? 

Quello che noto attualmente in questo settore – a differenza di altri – è che non ci siano particolari barriere all’ingresso o difficoltà per le donne. Grazie a un percorso di studi o anche solo tramite la diretta esperienza lavorativa – uniti alla curiosità e interesse nel settore - è possibile imparare in modo veloce e ampliare le proprie competenze.

Le opportunità risiedono invece appunto nella dinamicità e flessibilità di questo mondo. È possibile “reinventarsi” e creare nuove opportunità su base quotidiana. L’evoluzione costante del settore permette - tramite la creatività e spirito di adattamento – di mettersi alla prova in nuove realtà con regole proprie e totalmente svincolate da stereotipi e/o pregiudizi di genere.


Anche in base alla tua esperienza o in relazione al contesto lavorativo in cui ti trovi, secondo te il ruolo professionale ed economico della donna è cambiato negli ultimi anni? 

Nel settore del digital ho avuto il piacere di notare un ruolo della donna decisamente affermato e paritario. Non è – finalmente – inusuale vedere donne ricoprire ruoli manageriali di alto livello o lanciare progetti imprenditoriali in questo settore. Non posso però purtroppo dire lo stesso di altre realtà in cui, soprattutto in Italia, è ancora presente molto sessismo e divario salariale tra uomo e donna a parità di competenze.


Il mondo del marketing e della comunicazione è un settore in continua evoluzione: tu come rimani aggiornata nel 2022?

Non passa giorno senza che mi tenga aggiornata grazie a riviste online di settore. Ascolto podcast, seguo moltissimi youtuber americani e in generale stranieri. Sono inoltre una utilizzatrice entusiasta dei social e mi affascina capirne il funzionamento “dall’interno” cercando di analizzare le dinamiche tra gli utenti e l’impatto di contenuti più o meno virali. Trovo anche importante partecipare ad eventi e conoscere sempre più persone che lavorano nell’ambiente. La grande “dannazione” di questo settore è che si ha sempre la sensazione di non saperne mai abbastanza.


Cosa consiglieresti ad una ragazza neolaureata che vorrebbe farsi strada nel settore del digital marketing?

Se potessi dare un consiglio sarebbe quello di non smettere di essere curiosa e di mettersi sempre alla prova. Di uscire costantemente dalla propria comfort zone. Il mondo del lavoro richiede spirito di adattamento e apprendimento in tempi molto brevi. L’università italiana è ancora troppo centrata sulla conoscenza teorica. La realtà è che non “vince” necessariamente chi ne sa di più, ma chi capisce più in fretta come usare le proprie capacità e impara ad utilizzarle in modo trasversale in ruoli diversi. Le soft skills sono l’arma vincente per fare la differenza all’interno di qualsiasi realtà lavorativa.


Se invece dovessi consigliare ad un’azienda i trend di social media marketing da tenere d’occhio in questo 2022, quali segnaleresti?

Il trend che mi sento di menzionare e che trovo fondamentale per comprendere l’evoluzione del digital,  ma soprattutto dei social network, è quello che mi piace chiamare “il valore della verità”. La fine dell’era dell’abbondanza e anche l’esasperazione di modelli di felicità e benessere irreali hanno portato le persone a pretendere dai brand una comunicazione schietta e sincera. Senza filtri.  Inoltre, fare domande e avere una risposta immediata è diventato parte della vita quotidiana, ma le persone dubitano sempre di più delle risposte che ottengono. Insieme alla proliferazione di canali e fonti, questa è una sfida di design e di business. Chi la vince guadagnerà fiducia e vantaggio competitivo.

Non da ultimo, il metaverso si sta mostrando promettente al di fuori del gaming, dove affonda le sue radici, per offrire alle persone e ai brand un nuovo luogo per interagire, creare, consumare e guadagnare. Il suo vero potenziale è ancora da vedere, ma ci sono le premesse per una nuova evoluzione culturale. Avere successo qui dipenderà da quanto le aziende traghetteranno ed educheranno i propri clienti su questo nuovo mondo.


Con oltre 8 anni di esperienza nel settore (circa, abbiamo sbirciato il tuo profilo LinkedIn 😉. Ci confermi?), hai un “desiderio nel cassetto”… progetti, collaborazioni, ruolo professionale o obiettivo personale, che vorresti raggiungere? 

Il mio sogno nel cassetto è molto legato all’implementazione di progetti a supporto di realtà no profit o a supporto di tematiche di sensibilizzazione relative a disturbi alimentari, psicologici e a tutela di adolescenti. Purtroppo, è evidente quanto le organizzazioni che si occupano di queste tematiche, sia private che governative, abbiano poche o nulle competenze in campo digital. Penso possa davvero fare la differenza raggiungere ed educare tramite il digitale. Con immenso piacere e stupore, noto che la Gen Z è molto attiva e propositiva e sempre pronta ad ascoltare voci di persone valide e competenti.