La parola a Miriam Cereda: Digital Communication Specialist per SDF Group

Nuova settimana, nuova intervista. Continua il ciclo di appuntamenti per il progetto “DIGITALE: femminile, singolare” realizzato da O-One che vede coinvolte le protagoniste del digital marketing. Oggi il microfono passa a Miriam Cereda, responsabile Digital nel reparto Communication per SDF, gruppo multinazionale tra i principali produttori di trattori e macchine da raccolta.

Miriam Cereda

Miriam è una Millennial e proud to be digital! Allegra, intraprendente e curiosa, con lei siamo pronti a sfatare il mito “donne e motori, gioie e dolori”... Si, perchè la sua passione per il digitale l’ha portata a ingranare le marce di un percorso di crescita professionale e conoscenza del magico mondo dei trattori che nulla ha da invidiare a ben altri motori rombanti!

Appassionata del mondo asiatico, letteralmente innamorata del Giappone e della sua cultura, delle serie tv coreane e dei BTS, ma con i piedi ben piantati a terra, ci racconta il suo percorso tra sfide e opportunità.


Leggi l’intervista completa rivolta a Miriam, protagonista del ciclo di appuntamenti “Digitale: femminile, singolare” promosso da O-One


Descriviti con 3 aggettivi.
Solare, onesta e meticolosa.

Come sei arrivata a ricoprire il ruolo di oggi?
La mia crescita è avvenuta gradualmente all’interno dell’azienda, con l’acquisizione continua delle competenze digitali necessarie a ricoprire la mia posizione, restando sempre up-to-date sugli ultimi trend e al contempo approfondendo la conoscenza del prodotto e del nostro settore. 

Di cosa ti occupi nello specifico? 
Sono responsabile Digital, nel reparto Communication, alle dirette dipendenze del Marketing Executive Director. Focalizzata sui progetti digitali che coinvolgono principalmente i nostri brand commerciali, mi occupo della gestione dei siti web dei vari marchi (content management, maintenance, SEO e GA), di attività di email marketing e digital paid advertising. In aggiunta, coordino le attività dei canali social a livello globale, sia per quanto riguarda i profili internazionali dei brand maggiori, in termini di creazione del piano editoriale, community management e reportistica, sia per quanto concerne la supervisione delle pubblicazioni social dei mercati. In particolar modo, per le attività SoMe, collaboro con O-One dal 2016. 

Qual è l'aspetto che hai trovato più sfidante nei progetti a cui abbiamo collaborato?
Nel corso degli anni siamo riusciti a creare una sinergia sempre più forte tra l’headquarter e i mercati, soprattutto in termini di contenuti editoriali, dando vita a una maggiore identità di brand. Il prossimo passo consiste nel rafforzamento della connessione stabilita per incrementare il processo di social engagement globale. La strada da percorrere è lunga, talvolta dissestata, ma ci stiamo muovendo nella giusta direzione. 

Secondo te, qual è la più grande difficoltà che affrontano le donne che oggi vogliono intraprendere una professione "digitale"?
A mio avviso, la più grande difficoltà non è da limitare a un determinato tipo di professione o realtà, ma dal fatto che – ancora oggi – sia così forte e radicata la concezione che ci debba essere una disparità di genere. Una persona va valutata per le sue competenze, i suoi punti di forza e perché no anche di debolezza, ma non di certo per quali attributi fisici possiede. Siamo persone prima di tutto. 

E la più grande opportunità?
Al giorno d’oggi, lavorare nell’ambito della sfera digitale ti permette di essere al centro dell’innovazione, di sperimentare nuove tecnologie e di restare al passo con i tempi. Avere l’opportunità di calare queste novità nella propria realtà lavorativa, di essere parte integrante della digital transformation aziendale, rende il proprio lavoro ancora più sfidante e stimolante. 

Il digitale può rafforzare il ruolo professionale ed economico delle donne?
Credo di si. Il processo di digitalizzazione messo in atto da diverse aziende e la maggior apertura verso la possibilità da parte del dipendente di adottare metodi di lavoro agili dovrebbero garantire alle persone che si sono viste costrette a lavorare part-time o addirittura a rinunciare al proprio impiego, di poter riorganizzare la propria vita. 
A mio parere, in Italia, non si è ancora giunti alla piena consapevolezza dei benefici del lavoro agile, non solo per le donne, ma in senso più ampio per una migliore qualità della vita di ogni dipendente. 

Dove prendi le informazioni per restare aggiornata?
Aziende e agenzie di settore, social media, blog e forum. Cerco di seguire webinar legati alle ultime novità in questo campo o inerenti ad attività e/o progetti che potrebbero rivelarsi importanti per la nostra realtà o funzionali alla revisione della gestione in essere dei lavori attuali in ambito digitale.

Cosa consiglieresti ad una ragazza neolaureata che vorrebbe intraprendere la tua carriera lavorativa?
Sarà banale, ma il mio consiglio è quello di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà che si possono incontrare durante il proprio percorso; è importante abbracciare il cambiamento e non avere paura di affrontare le nuove sfide. Just breathe!