“DIGITALE: femminile, singolare”: l’esperienza di Cristina Martella, Digital Marketing Manager di ICR Cosmetics

L’appuntamento di oggi per il nostro progetto “DIGITALE: femminile, singolare” che vede coinvolte le protagoniste del digital marketing, è dedicato a Cristina Martella, Digital Marketing Manager presso ICR Cosmetics, azienda specializzata nella produzione e creazione di profumi cosmetici.

Cristina Martella

Orgogliosamente pugliese e determinata, con la curiosità e la passione come compagne di viaggio, Cristina costruisce la propria carriera con diverse esperienze nel mondo della moda, del lusso e del bricolage, fino ad arrivare nel beauty, prima in Deborah Milano e poi in ICR Cosmetics.


Leggi l’intervista completa rivolta a Cristina, protagonista del ciclo di appuntamenti “Digitale: femminile, singolare” promosso da O-One



Se dovessi presentarti in 3 parole chiave, quali useresti?

Di solito quando mi presento dico subito di essere una pugliese, perché per me dire “sono pugliese”, si porta dietro tante sfaccettature che fanno parte della mia personalità e che arrivano proprio dalla mia terra. 


Oggi ricopri il ruolo di Digital Marketing Manager presso ICR Cosmetics. Di cosa ti occupi nello specifico?

Sono in ICR Cosmetics nel ruolo di Digital Marketing Manager con un ambizioso progetto di lancio del brand LABSOLUE per il quale seguo l’attività di marketing e comunicazione digitale, lo sviluppo dell’ecommerce e la supervisione dei punti vendita. Sono anche responsabile della digital strategy del Magna Pars L' Hotel à Parfum.


Come sei arrivata a ricoprire la tua posizione?  

Guidata da passione, impegno e dedizione. 

Ho sempre amato tutto quello che ho fatto anche se in settori molto diversi: ho avuto modo di lavorare nel mondo della moda, del lusso, del bricolage e del beauty.  Ora con questa nuova esperienza approccio anche il mondo dell’hôtellerie di lusso. Però la passione per i progetti che sposo, mixato ad una formazione in marketing tradizionale e alla capacità di imparare dalle proprie esperienze, mi hanno sicuramente guidata verso la persona che sono ora. 


Dopo più di 15 anni di esperienza, il tuo lavoro riesce ancora a sorprenderti? E qual è il progetto più sfidante a cui hai collaborato?

Assolutamente sì! Il mio è un lavoro quasi sartoriale, di continuo affinamento. I nostri consumatori cambiano e il nostro modo di raccontare l’anima di una marca deve essere costantemente adeguato e ridisegnato sui nuovi target senza però snaturare il brand.

Uno dei miei progetti del cuore è sicuramente il rilancio di Deborah Milano, un brand che aveva una awareness del 98%, ma una bassissima intention to buy. In pochi anni, con un importante lavoro sulla strategia, mix di canali e tov prevalentemente digital, siamo riusciti ad essere nuovamente leader di mercato e a crescere di importanti punti in awareness sui target più giovani.


Secondo te, qual è la più grande difficoltà che affrontano le donne che oggi vogliono intraprendere una professione nel digital marketing? E la più grande opportunità?

Credo che l’industria del digital sia un settore abbastanza egualitario, per questo ritengo che le sfide che le donne possono incontrare lungo il loro percorso siano legate più al sistema che all’ambito: al giorno d’oggi vengono richiesti molti sforzi alle donne dal punto di vista lavorativo e familiare e gli aiuti sono quasi inesistenti.

In positivo, se vogliamo guardare all’altra faccia della medaglia, la tenacia necessaria e l’imprinting che stiamo dando alle nuove generazioni stanno portando all’evoluzione professionale e non del ruolo della donna.


Anche in base alla tua esperienza o in relazione al contesto lavorativo in cui ti trovi, secondo te il ruolo professionale ed economico della donna è cambiato negli ultimi anni? 

È un ruolo in costante evoluzione e affermazione anche se a velocità diverse nei diversi settori. Ma se da un lato le donne sono riuscite nel tempo a distinguersi e farsi spazio al tavolo dei “grandi”, resta invece aperto il tema del gap-salariale, argomentazione ancora quasi tabù. 

Il mondo del marketing e della comunicazione è un settore in continua evoluzione: tu come rimani aggiornata nel 2022?

Sfrutto tantissimo i podcast, sono iscritta a diverse newsletter anche internazionali e amo lo scambio di esperienze e dati con i colleghi durante i summit di settore e non. 


Cosa consiglieresti ad una ragazza neolaureata che vorrebbe intraprendere la tua carriera lavorativa?

Essere curiosa. Curiosa verso nuovi canali e linguaggi, ma al tempo stesso essere interessata anche nel leggere i dati/insight che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno e nel capire cosa succede in altri settori e come questi si stanno muovendo ed evolvendo. Solo così si può avere una panoramica generale, riconoscere il proprio target di riferimento e sapere come parlarci.

Il digital è un mestiere che richiede tanto impegno, dedizione e studio. Chi sarà in grado di investire su questo potrà crescere all’interno di questa sfera.


Se invece dovessi consigliare ad un’azienda i trend di social media marketing da tenere d’occhio in questo 2022, quali segnaleresti?

A me piace tantissimo il trend che vede il brand trasformarsi in piattaforme editoriali. 

Puntare sulla creazione di contenuti anche allargati rispetto al solo prodotto ma in linea con il proprio posizionamento, trovo che rappresenti per un utente un valore aggiunto e un motivo per continuare a seguire il brand stesso e i canali corrispondenti.


Concludiamo con una domanda d’attualità, che sa di futuro ma anche molto di presente :) Metaverso sì o Metaverso no? Cosa ne pensi a riguardo? E nel mondo della cosmesi e del beauty, come si inserisce?

Ho approfondito questo tema perché, da una parte, mi incuriosiva e, dall’altra,  perché non volevo cadere nel solito cliché di Second Life! Rispetto alle case che ho avuto modo di studiare e, avendo un rapporto diretto con ragazzi appartenenti alla GenZ, la mia risposta è: Metaverso sì. 

Penso al Metaverso come ad uno spazio virtuale, vicino alle dinamiche del gaming (Roblox, Fortnite, Minecraft ecc.), in cui quotidianamente scegliamo di far accadere eventi e di incontrare persone. Appare quindi chiaro come in questo scenario si inneschino inevitabilmente tutte le dinamiche sociali tipiche degli spazi reali. 

Se si parte da questo punto di vista, si possono cogliere infinite opportunità di marketing, dove i brand con una purpose mirata saranno in grado di ritagliarsi un posto al suo interno, dove rafforzare le proprie value proposition.