“DIGITALE: femminile, singolare”: la parola a Sara Pupin, Chief Revenue Officer presso Serially

Nuova settimana, nuova intervista. Continua il ciclo di appuntamenti per il progetto “DIGITALE: femminile, singolare” realizzato da O-One che vede coinvolte le protagoniste del digital marketing. Oggi leggiamo le parole di Sara Pupin, Chief Revenue Officer presso Serially, prima start up indipendente che ha sviluppato una piattaforma di videostreaming di serie TV.

Sara Pupin

Desiderosa di apprendere e di mettersi in gioco, Sara, inizia il proprio percorso nel mondo del digital marketing insieme a Internet: durante i suoi anni dell’università Internet nasceva e cominciava, poco a poco, ad affermarsi. Così le prime esperienze nelle web agency, alla scoperta di questo “nuovo” mondo e delle sue dinamiche, con impegno e passione.


Leggi l’intervista completa rivolta a Sara, protagonista del ciclo di appuntamenti “Digitale: femminile, singolare” promosso da O-One



Se dovessi presentarti in 3 parole chiave, quali useresti? 

Eclettica, pragmatica, inarrestabile 


Con oltre 20 anni di esperienza nel digital marketing, oggi ricopri il ruolo di Chief Revenue Officer presso Serially. Immaginiamo non sia semplice da spiegare a tutti di che cosa ti occupi nello specifico.

Avendo mosso i primi passi nel digital più di 20 anni fa, spiegare di cosa mi occupassi è sempre stato complesso: oggi la complessità è data piuttosto dal proliferare di nuovi job title, in risposta alla sempre maggiore specializzazione del mercato del lavoro. Attualmente sono, appunto, Chief Revenue Officer: detto in parole semplici, significa che sono responsabile del marketing e dello sviluppo del business, garantendone la profittabilità, con un occhio molto vigile sui costi, massimizzando gli investimenti e la generazione delle revenues. 


Come sei arrivata a ricoprire la tua posizione?  

La strada è stata lunga e decisamente variegata, a partire dai miei studi. Ho una laurea in Lettere Moderne con indirizzo Comunicazione e Scienze dello Spettacolo, in continuità rispetto alla formazione umanistica ricevuta al Liceo Linguistico. Gli anni dell’università hanno coinciso con la nascita e lo sviluppo di Internet: affascinata da quel nuovo “mondo”, ho iniziato subito a lavorare in una delle più affermate web agency in Friuli come account e responsabile SEO, un’ottima palestra per comprendere le basi delle logiche e dinamiche del web. Durante i 10 anni di agenzia ho vissuto l’evoluzione del digital e, viste le sue continue trasformazioni e ambiti di utilizzo, mi sono chiesta quanto avrebbe cambiato il mondo del business tradizionale e i suoi interi processi. Per scoprirlo ho deciso di entrare in un’azienda multinazionale della GDO, prima come responsabile Digital, per poi aprire il mercato italiano per un’altra azienda del Gruppo come responsabile del Marketing e della Comunicazione. Dopo 6 anni nel Retail, sono quindi passata nel settore dell’elettronica di consumo, a capo Marketing e del Retail di un’azienda che stava vivendo il suo brand momentum e i cui ritmi di comunicazione e di sviluppo erano, di conseguenza, davvero elevati; da lì, ho poi accettato il ruolo di General Manager in un’azienda del food per sviluppare lo sfidante progetto omnichannel del Gruppo.

Essendo una persona che ama mettersi in gioco e che non ama invece la comfort zone, nell’ultimo anno ho fatto due importanti cambiamenti: sono entrata in una start up del settore entertainment, Serially, la prima realtà italiana e indipendente che ha sviluppato una piattaforma di videostreaming di serie TV con modello AVOD e, contemporaneamente, ho iniziato un EMBA (Executive Master in Business Administration) alla Bocconi per completare le mie conoscenze in ambito manageriale di più ampio respiro.


Dopo molti anni di esperienza, il tuo lavoro riesce ancora a sorprenderti? E qual è il progetto più sfidante a cui hai collaborato?

Il mio lavoro mi sorprende continuamente. Non si finisce mai di imparare e di questo ne sono veramente grata. Non mi sento di dire che c’è stato un progetto in assoluto più challenging di altri. Se dovessi esprimere cosa ritengo più complesso e, contemporaneamente, stimolante nel mio lavoro, direi che è riuscire a trasmettere una visione comune e animare il team per fare in modo che quella visione diventi concreta. Il successo di un progetto non risiede nell’idea in sé, ma nella capacità di lavorare di concerto tutti insieme per rendere quell’idea un obiettivo comune da raggiungere, passo dopo passo, in modo consistente, ogni giorno. 


Secondo te, qual è la più grande difficoltà che affrontano le donne che oggi vogliono intraprendere una professione nel digital marketing? E la più grande opportunità?

Le difficoltà più grandi spesso sono rappresentate dalle barriere che noi stesse ci poniamo. Credo dovremmo pensarci principalmente come professioniste, senza farci definire dal genere. Le difficoltà che vedo sono le stesse che incontra chi decide di intraprendere una professione nel digital, ovvero entrare in un’ottica dell’apprendimento continuo e attivo. Il digital è un ambito molto dinamico e articolato: va capito, va vissuto, va esplorato giorno dopo giorno, non ci sono manuali che riescano a stare al passo con le novità ed i trend. L’opportunità è quella di poter sviluppare una mentalità molto aperta, elastica e veloce che consentirà di conseguenza di potersi affermare più rapidamente in un contesto che ricercherà e richiederà sempre più questo tipo di approccio e di competenze.


Anche in base alla tua esperienza o in relazione al contesto lavorativo in cui ti trovi, secondo te il ruolo professionale ed economico della donna è cambiato negli ultimi anni? 

Il ruolo professionale della donna è cambiato molto, fortunatamente, ed è in continuo miglioramento. C’è sicuramente ancora del lavoro da fare, anche se, ad essere onesta, mi sento di dire che negli ultimi anni ho riscontrato meno distinzioni di genere e, in ambito professionale, sono sempre più la competenza e l’attitude della persona a fare la differenza. Credo che il primo grande passo debba essere fatto da noi donne in primis: diverse ricerche, infatti, hanno evidenziato come le donne si sentano spesso preparate la metà rispetto a quanto siano in realtà e sono le prime ad avere una bassa percezione del loro stesso valore. Questo si riflette inevitabilmente nel modo in cui ci poniamo e proponiamo e, di conseguenza, di come ci vedono e percepiscono gli altri. I segnali forti di cambiamento, comunque, sono piuttosto evidenti e credo che le nuove generazioni sicuramente avranno una percezione completamente diversa rispetto a questo tema.


Il mondo del marketing e della comunicazione è un settore in continua evoluzione: tu come rimani aggiornata nel 2022?

Come ho già detto prima, chi sceglie di lavorare nel digital accetta implicitamente il fascino della scoperta e del continuous learning. Non ho un’unica fonte: LinkedIn è molto utile per una panoramica più legata ai business case di successo o alla scoperta di tecnologie disruptive, i social in generale sono una fonte preziosissima (sia di osservazione di trend, che di informazione). Altre informazioni le prendo da alcuni siti specializzati e, negli ultimi anni, ascolto moltissimi podcast, specialmente quelli americani (anche se stanno crescendo moltissimo anche in Italia). Non seguo solamente le notizie tech, ma anche la parte di cultura, psicologia, società, economia: il mix di queste informazioni è utilissimo non solo per rimanere aggiornati, ma anche per poter sviluppare una visione più predittiva e lavorare in anticipo sui tempi. 


Cosa consiglieresti ad una ragazza neolaureata che vorrebbe intraprendere la tua carriera lavorativa?

È davvero una domanda difficile: il contesto in cui viviamo è molto diverso rispetto a quello che ho vissuto io durante il mio percorso e che mi ha portato fino a qui. Un consiglio che, tuttavia, rimane valido in qualsiasi ambito è non smettere mai di studiare, non smettere mai di essere in ascolto attivo e di mettersi in discussione. Dietro ogni successo, c’è tanto sacrificio e determinazione: ci saranno tante cadute, ci saranno sicuramente momenti difficili ma, per quanto faticosi e dolorosi, sono step necessari per la crescita. 

Sicuramente consiglierei di scegliere un lavoro in cui ci si riconosce per valori e passione: è la strada più rapida per il successo e quella più piacevole per l’anima.


Se invece dovessi consigliare ad un’azienda i trend di social media marketing da tenere d’occhio in questo 2022, quali segnaleresti?

Il 2022 è l’anno degli “snack video”: TikTok sta erodendo sempre più la customer base dei social di Meta, che è in chiara rincorsa del colosso cinese, rimescolando algoritmi e premiando stories e reel. Anche YouTube ha introdotto gli Shorts, chiaro segno che l’attenzione degli utenti non è più sui formati lunghi, ma appunto sugli “spuntini”. Le nuove generazioni, la GenZ e la Gen Alpha sono dei cherry pickers, non hanno voglia di perdere tempo su contenuti che non sono di loro interesse, vogliono tutto e subito, altrimenti lo swipe è assicurato. Un bel cambiamento rispetto allo scroll delle generazioni precedenti: il movimento è lo stesso, ma il fine è decisamente diverso. 


Concludiamo con una domanda d’attualità, che sa di futuro ma anche molto di presente! Metaverso sì o Metaverso no? Cosa ne pensi a riguardo? 

Secondo me non c’è molto da opinare sul Metaverso (o sui Metaversi), non è questione di sì o no, ma di quando diventerà effettivamente parte integrante delle nostre nuove quotidianità. 

Credo che la velocità di adozione di nuove tecnologie sia indubbiamente molto accelerata rispetto agli anni passati; tuttavia, ritengo che, prima che la maggior parte delle persone (e aziende) siano quotidianamente attive sul Metaverso, dovremo aspettare ancora qualche anno. La vera domanda è: come vedremo trasformarsi nuovamente il concetto di omnichannel con l’introduzione del Metaverso? La vera sfida a mio parere sarà l’integrazione, per dirla con Zuckemberg, “frictionless” dei due mondi.